FISCO

8 per mille, 5 per mille, 2 per mille. Un po’ di chiarezza

1) 8 per mille

 

Tutti hanno sentito parlare almeno una volta nella vita dell’8 per mille. Non è detto però che si conosca bene l’argomento e ci si trovi nelle condizioni migliori per poter fare la scelta giusta.

Il primo punto da chiarire è che la destinazione dell’8 per mille avviene in fase di dichiarazione dei redditi o tramite l’invio del modulo contenuto nel Cud.

Il secondo, che non vi sono costi per il contribuente, sia che effettui la scelta, sia che non segnali alcuna preferenza. Infatti l’8 per mille non è altro che una percentuale (lo 0,8%) dell’Irpef dovuta dal cittadino allo Stato.

In pratica si comunica al fisco che una piccola parte (otto per mille) delle proprie tasse deve andare all’ente desiderato.

La scelta può cadere sullo Stato o su un’istituzione religiosa:
Chiesa Cattolica, Unione Chiese cristiane avventiste del 7° giorno, Assemblee di Dio in Italia, Chiesa Valdese unione delle chiese metodiste e valdesi, Chiesa Evangelica Luterana in Italia, Unione Comunità Ebraiche italiane, Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale, Chiesa Apostolica in Italia, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia.

Basta specificare la scelta sulla dichiarazione annuale dei redditi, in prima persona o comunicandolo all’intermediario (commercialista, sindacato, caf…), oppure utilizzare l’ultima pagina del Cud ricevuto (solo per chi non deve presentare la dichiarazione).

Una volta compilato, il modulo relativo all’8 per mille, presente nel Cud

può essere inoltrato tramite l’ufficio postale (servizio gratuito) o tramite intermediario abilitato.

Sulla busta, che poi dev’essere sigillata, scrivere la frase “scelta per la destinazione dell’otto e del cinque per mille dell’IRPEF”, insieme al proprio codice fiscale, il cognome e il nome.

(Fonte Agenzie delle Entrate)

2) 5 per mille

Cos’è il 5 per mille?
Il 5 per mille non è altro che una percentuale (per l’esattezza lo 0,5%) dell’importo Irpef (tassa sul reddito persone fisiche), dovuto dal cittadino allo Stato, che, in caso di scelta del contribuente, viene destinato all’ente segnalato.

Chi sono i beneficiari?
A differenza del fine religioso dell’8 per mille, nel 5 per mille rientrano le associazioni laiche, no profit, le onlus, ma anche gli istituti di ricerca.
Nello specifico possiamo scegliere di destinare questa percentuale al Volontariato (competenza: Direzione Generale Volontariato Ministero Lavoro); alla Ricerca scientifica ed universitaria
(competenza: Ministero Istruzione); Ricerca sanitaria (competenza: Ministero Salute); Politiche sociali perseguite dai Comuni (competenza: Ministero Interno); Attività sportive a carattere dilettantistico (competenza: Presidenza Consiglio Ministri e CONI); ONLUS (Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale); Associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali; Associazioni e fondazioni che operano senza finalità di lucro.

Chi paga? Il cittadino?
No. Il cittadino contribuente, che scelga di destinare il 5 per mille oppure non effettui alcuna scelta, pagherà sempre lo stesso importo, se dovuto, di Irpef. L’Irpef va comunque allo Stato, che poi deciderà come utilizzare le entrate derivanti da tutte le tasse. Quindi?

Conviene sempre la scelta del 5 per mille?
Pochi utilizzano questo prezioso strumento, soprattutto perché non lo conoscono poi tanto bene, non avendo chiare spiegazioni. Basterebbe uno spot televisivo per spiegare cosa comporti il 5 per mille… ad ogni modo, basta informarsi un pochino per capire che possiamo decidere noi come sarà utilizzata una parte delle imposte che versiamo. Ci lamentiamo sempre del cattivo utilizzo dei nostri soldi, perché allora non usufruire di questa opportunità? Vogliamo che una parte, anche se piccola, delle nostre tasse vada agli enti che cercano le cure delle malattie? Alle associazioni che aiutano i bambini orfani, i senta tetto e i malati? Oppure desideriamo che il nostro 5 per mille sia utilizzato dalla ricerca scientifica (visto che in Europa siamo il Paese che investe meno in questo strategico settore)?
Bene, possiamo farlo! Basta compilare due righe del 5 per mille!

Come si fa?
Molto semplice. Se si fa la dichiarazione dei redditi basta inserire il nome dell’ente desiderato nella sezione creata apposta per il 5 per mille (modello 730, modello unico…). Se ci si affida ad un professionista (commercialista), a un Caf o a un sindacato, basta farlo presente a loro.

Si può scegliere un solo destinatario e si ricorda che il 5 e l’8 per mille non sono alternativi, si può fare la scelta sia nel primo che nel secondo caso. In questo modo possiamo scegliere un totale di 13 per mille (5+8), ossia l’1,3% dell’Irpef, da donare agli enti segnalati.

A chi spedire il modulo del 5 per mille?
Il modulo compilato (l’ultima pagina del CUD, per coloro che non presentano la dichiarazione dei redditi) va poi inserito in una busta chiusa, sulla quale si deve scrivere “Scelta per la destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille dell’Irpef“, il proprio codice fiscale, cognome e nome. Il modulo dev’essere integro, anche se si è scelto solo uno dei due strumenti (5 o 8 per mille).
Il tutto va consegnato, entro il 30 settembre dell’anno corrente, presso:

  • ufficio postale (gratuito)
  • professionista (Caf, commercialista, ecc..)

 

3) 2 per mille

Dal 2014, ogni contribuente può destinare il due per mille della propria Irpef a favore di un partito politico, iscritto nella seconda sezione del Registro dei  partiti  politici,  che  possono  accedere ai benefici previsti dal Dl 149/2013 (Abolizione del finanziamento pubblico diretto, disposizioni per la trasparenza e la democraticità dei partiti e disciplina della contribuzione volontaria e della contribuzione indiretta in loro favore).

I partiti politici per i quali è possibile effettuare la scelta per il 2014 sono quelli elencati dalla “Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici”, nella comunicazione pervenuta all’Agenzia delle Entrate il 24 marzo 2014.

Per scegliere di destinare il due per mille della propria Irpef occorre utilizzare la scheda, pubblicata – insieme alle relative istruzioni – nella pagina “Modello e istruzioni”.

Chi può utilizzare la scheda?

La scheda può essere utilizzata sia dai contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi – modello 730/2014 o modello Unico PF/2014 – sia dai contribuenti esonerati dall’obbligo di presentare la dichiarazione.

Come presentare la scheda?

La scheda può essere:

  • consegnata in formato cartaceo, in una normale busta di corrispondenza, al sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, agli intermediari abilitati (Caf e altri intermediari) o presso gli uffici postali; sulla busta, sigillata e contrassegnata sui lembi di chiusura dal contribuente, va apposta la dicitura “Scelta per la destinazione volontaria del due per mille dell’Irpef”, il proprio codice fiscale, il cognome e il nome
  • trasmessa telematicamente dallo stesso contribuente (mediante l’utilizzo dei servizi telematici dell’Agenzia a cui si accede tramite pin code).

I contribuenti che presentano la dichiarazione in forma congiunta devono inserire le schede per destinare il due per mille dell’Irpef in due buste distinte.

Termini di consegna o trasmissione telematica della scheda

I contribuenti, compresi quelli esonerati dagli obblighi dichiarativi, presentano la scheda secondo le ordinarie scadenze relative alla dichiarazioni fiscali e comunque entro il termine per la presentazione telematica del Modello Unico PF 2015.

(Fonte: Corriere della Sera, aprile 2015)

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