Con l’approvazione della legge di stabilità 2016 (LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato in GU Serie Generale n.302 del 30-12-2015 – Suppl. Ordinario n. 70, entrata in vigore il 01/01/2016, la detrazione delle spese funebri mantiene lo stesso tetto per ogni funerale, ma si estende la platea dei potenziali fruitori della detrazione. Non vi è più il vincolo di parentela col defunto di cui all’articolo 433 del C.C., ma è chiunque abbia pagato il funerale che lo può detrarre (sempre entro il limiti massimi ammessi). Il testo della norma, commi 954 e 955 dell’articolo 1,  è il seguente: 

954. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 15, comma 1, la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:
«d) le spese funebri sostenute in dipendenza della morte di persone, per importo non superiore a euro 1.550 per ciascuna di esse»;

955. Le disposizioni di cui al comma 954, lettere a) e b), si applicano a partire dall’anno d’imposta 2015.

Come si legge anche nella relazione di accompagnamento al provvedimento:
L’articolo 15 del Tuir prevede che le spese funebri siano detraibili solo se sostenute in dipendenza della morte delle persone indicate nell’articolo 433 c.c., nonché di affidati o affiliati.
Si elimina (con la norma in approvazione NdR) il riferimento alla relazione di parentela con il defunto, consentendo così la detrazione in dipendenza del solo evento della morte.
L’intervento normativo supera le difficoltà di acquisizione dell’informazione relativa al grado di parentela, senza il quale non è possibile stabilire se la spesa sia o meno detraibile, al fine di consentire l’indicazione delle spese funebri nella dichiarazione dei redditi precompilata già a partire dall’anno d’imposta 2015.
Inoltre, la modifica normativa determinerebbe un aumento del numero dei contribuenti interessati all’emissione del documento che comprova il sostenimento della spesa funebre al fine di beneficiare della relativa detrazione, con evidenti effetti in termini di miglioramento delle attività di contrasto dell’evasione.
Va considerato, infine, che è già molto ampia la platea di beneficiari attualmente individuata dalla legge (coniuge, figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, discendenti e ascendenti, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle), pertanto la modifica normativa non dovrebbe assumere particolare rilievo in termini di gettito erariale.
Secondo le stime di alcuni esperti del settore funebre italiano l’attuale livello di copertura della detrazione (85% del 600.000 decessi annui) potrebbe aumentare di poco, probabilmente attestandosi al 90%. E con effetti per la finanza pubblica sostanzialmente limitati.

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