Tutte le novità del 2016 per gli automobilisti

Negli ultimi mesi sono state numerose le novità relative al Codice della Strada proposte attraverso la Legge di Stabilità 2016: queste normative entreranno ufficialmente in vigore nel corso di quest’anno una volta emanato il decreto ministeriale attuativo.

Uno dei cambiamenti di spicco riguarda l’utilizzo degli autovelox e dei tutor, strumenti che finora rilevavano solamente la velocità dei mezzi su strade ed autostrade, ma che a partire da questo 2016 verranno utilizzati anche per controllare se il veicolo è assicurato oppure è sprovvisto di una polizza auto o copertura moto. In questo modo i controlli potranno essere sicuramente più efficaci per quello che riguarda l’effettivo pagamento dell’RC auto e dell’Rc moto, in quanto sarà possibile incrociare i dati rilevati dagli autovelox e dai tutor con quelli presenti sulla banca dati ministeriale delle assicurazioni, senza dover controllare il tagliando assicurativo esposto, che peraltro non è più obbligatorio. Inoltre queste strumentazioni, alle quali bisogna aggiungere anche le telecamere delle porte di accesso alle zone a traffico limitato, saranno in grado di verificare la presenza o meno della revisione del veicolo ed il trasporto irregolare di materiali. La speranza è dunque quella di contrastare in maniera concreta il numero di veicoli non assicurati auspicandone una riduzione in breve tempo.

Altra novità interessa i dispositivi per la sosta a pagamento, che dal 1 luglio 2016, potranno essere utilizzati anche tramite bancomat in modo tale da facilitare il pagamento delle soste e di incentivare i pagamenti elettronici. Inoltre, se entro la data stabilita, i dispositivi di sosta non saranno aggiornati adeguatamente i cittadini potranno parcheggiare gratuitamente nelle aree in questione, senza incorrere in alcuna sanzione.
All’interno del Decreto di Legge di Stabilità 2016 sono state inserite anche delle norme atte a contrastare le immatricolazioni di auto all’estero al solo fine di evitare il pagamento del bollo e di multe.

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La recente rivoluzione nel campo delle assicurazioni auto, che dallo scorso 18 ottobre ha portato alla cessazione dell’obbligo di esporre sul parabrezza il tagliando assicurativo, si scontra ancora con le solite pastoie burocratiche che limitano la piena efficienza della nuova normativa, tanto che il Ministero dell’Interno è dovuto intervenire con un’apposita circolare per evitare che sorgano fastidiosi fraintendimenti durante il controllo della regolarità della polizza RC auto da parte delle Forze dell’Ordine.

La vicenda è semplice: come ormai tutti sanno, dopo l’eliminazione del contrassegno cartaceo la copertura assicurativa di un veicolo è adesso comprovata dal certificato di assicurazione, che il conducente deve sempre portare con sé per esibirlo in caso di controllo. Contestualmente la copertura può essere verificata all’istante tramite una banca dati delle vetture assicurate istituita presso la Motorizzazione Civile. Eppure il Ministero dell’Interno consiglia vivamente di tenere in automobile anche l’attestazione di avvenuto pagamento del premio e la copia del contratto per non incorrere in spiacevoli sorprese. Si è scoperto infatti le “efficientissime” banche dati non sono ancora completamente aggiornate ed è sorto anche il problema delle compagnie che prorogano le coperture oltre al giorno di scadenza, aumentando la confusione.

Ci sono infatti alcune imprese d’assicurazione che consentono una estensione della copertura assicurativa per periodi di tempo superiori ai quindici giorni previsti per legge (talvolta addirittura fino a novanta giorni). Una circostanza che può creare discordanze tra la data indicata nel certificato e quella risultante dalle banche dati, inducendo le Forze dell’Ordine a elevare lo stesso la contravvenzione anche a vetture perfettamente in regola. Proprio per questo si consiglia di tenere in macchina non solo il certificato d’assicurazione (che è obbligatorio) ma anche altri documenti che attestino in maniera inequivocabile l’avvenuto pagamento della polizza.

Questo perché, rispetto alle informazioni risultanti nelle banche dati, i documenti rilasciati dalla compagnia assicurativa risultano sempre prevalenti. La norma prevede infatti che, in sede di controllo, se il certificato risulta scaduto mentre le banche dati indicano attiva la copertura, scatta un invito formale a esibire quanto prima il documento aggiornato. Viceversa, se le banche dati evidenziano un’irregolarità e la documentazione cartacea è invece a posto, fa sempre fede quest’ultima, senza che venga applicata alcuna sanzione o sia necessario presentare ulteriori documenti.

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